«Nel partire dalla casa per la strada andando in Chiesa, andrò ruminando la Meditazione che starò per fare, procurerò di togliere dalla mia mente, dal mio cuore ogni pensiero inutile, ogni cura, ogni immagine, ogni inquietudine, ogni timore, ogni presunzione, ogni sentimento di orgoglio, di superbia, e procurerò di entrare nella casa di Dio sola, per conversare col mio Sposo Divino che mi sta aspettando.
Come una povera pitocca mi metterò alla porta del Cuore del mio Gesù. Se Egli non riguardando ai miei demeriti vorrà aprirmi e richiudermi in quella fornace d’amore, io mi abbandonerò intieramente a Lui, ascolterò in silenzio ciò che si degnerà insegnarmi, godrò in pace e con quiete della sua dolce presenza, e procurerò di tener quiete le potenze dell’anima mia, perchè non abbiano a disturbare sì bella Unione. Se poi mi sentissi arida nella mia Orazione, procurerò di ajutarmi con qualche sentimento o letto sul libro, o ruminato colla mente. Terminerò la mia orazione con lo stabilire qualche utile proponimento.»

(Bartolomea)