Viaggio nel Vangelo 2
18/10/09 18:42 Filed in: Pellegrinaggi
Altre testimonianze del pellegrinaggio 2009 di Sara, Lisa e Pamela
Terra Santa
La scorsa estate abbiamo avuto la grazia di vivere, insieme ad una ventina di giovani, un pellegrinaggio di 10 giorni in Terra Santa, la terra in cui Dio ha scelto di farsi vicino a noi per mezzo del suo figlio Gesù.
È stato un pellegrinaggio un po' diverso dai comuni viaggi perché è stato caratterizzato dall’essenzialità. I nostri spostamenti avvenivano quasi tutti a piedi, con zaino in spalla del peso massimo di 7 kg, pranzi non garantiti (ma la provvidenza non ci ha mai lasciato a bocca asciutta!!), alloggi accoglienti in comunità di religiosi ma altri anche sotto le stelle.
Abbiamo visitato i luoghi più significativi della vita di Gesù. In ciascuno arrivavamo meditando in silenzio, cantando, pregando; sostavamo con il Vangelo attinente al luogo, ascoltando la lectio della nostra guida e soprattutto ascoltando cosa Dio aveva da dire alla nostra vita. Ogni giorno poi ci riservavamo almeno uno spazio per condividere insieme le risonanze della giornata trascorsa.
Ci sarebbero moltissime cose da dire ma, nell'impossibilità di essere esaustive, preferiamo scrivere solo qualche aspetto che recupera il vissuto in un particolare luogo, quello che portiamo in cuore con maggior cura e tenerezza.
Terra Santa

È stato un pellegrinaggio un po' diverso dai comuni viaggi perché è stato caratterizzato dall’essenzialità. I nostri spostamenti avvenivano quasi tutti a piedi, con zaino in spalla del peso massimo di 7 kg, pranzi non garantiti (ma la provvidenza non ci ha mai lasciato a bocca asciutta!!), alloggi accoglienti in comunità di religiosi ma altri anche sotto le stelle.
Abbiamo visitato i luoghi più significativi della vita di Gesù. In ciascuno arrivavamo meditando in silenzio, cantando, pregando; sostavamo con il Vangelo attinente al luogo, ascoltando la lectio della nostra guida e soprattutto ascoltando cosa Dio aveva da dire alla nostra vita. Ogni giorno poi ci riservavamo almeno uno spazio per condividere insieme le risonanze della giornata trascorsa.
Ci sarebbero moltissime cose da dire ma, nell'impossibilità di essere esaustive, preferiamo scrivere solo qualche aspetto che recupera il vissuto in un particolare luogo, quello che portiamo in cuore con maggior cura e tenerezza.
“Inaspettatamente la guida del gruppo ci avvisa che il giorno dopo non abbiamo altro tempo per andare al Sacro Sepolcro e che dobbiamo andare subito, adesso, c’è poco tempo prima della chiusura.
Impreparati ci sistemiamo velocemente e via, di corsa, per le strette vie di Gerusalemme … di corsa per andare a vedere … che cosa ? chi?
Il cuore batte forte e non vediamo l’ora di arrivare e vedere. Mentre corro mi viene in mente una scena ascoltata molte volte … mi rivedo in quei due discepoli, Pietro e Giovanni, che sono appena stati avvisati da Maria di Magdala che Gesù non c’è più nel sepolcro, e mi sembra di riuscire a sentire il loro stato d’animo.
Eccoci davanti alla porta della Basilica … è aperta … entriamo a passi cauti ed ci mettiamo in fila davanti all’ingresso del Sacro Sepolcro, attendiamo con cuore aperto e con la testa che non sa cosa pensare…
Eccoci, scendiamo più in basso e ci abbassiamo per entrare all’interno della tomba, abbassiamo il cuore, ci inginocchiamo … E’ VUOTA! La pietra consumata e millenaria non ha niente sopra, non c’è niente da vedere, nessuno da incontrare, per un attimo provo quasi delusione, non serviva venire qui mi dico … è il Mistero che sto cercando di capire con la mia razionalità e la mia poca fede … ma poi è la grande gioia che ha il sopravvento, è l’amore di Dio che invade i nostri cuori, E’ RISORTO, E’ RISORTO PER NOI!
Usciamo ed in cerchio cantiamo a sottovoce (per il rispetto delle altre religioni che investono di significato quello stesso luogo), le voci si uniscono in un canto di gioia per la Resurrezione di Gesù Cristo … i nostri volti sono sorridenti e belli, è GIOIA, la gioia preannunciata a Maria dall’angelo Gabriele, è la Pasqua di Resurrezione che si compie, è l’Amore del Padre per i suoi figli.”
Sara
“Un piccolo esercizio che ci aiutava a sostare con la Parola era quello dei verbi, cioè rileggere il brano e segnare i verbi che incontravamo. È stato davvero importante per me fare questo semplice esercizio quando ho sostato nel monte Tabor perché mi ha permesso di vivere il mio Tabor, la mia trasfigurazione. Tutti i primi giorni di pellegrinaggio in cui la Parola non mi parlava, il mio cuore era inspiegabilmente - mi dicevo, essendo in un posto così santo - arido (se recupero la terminologia ignaziana, ero in “desolazione spirituale”). Mentre leggevo il brano della trasfigurazione, stimolata dalla figura di Pietro, i verbi risuonavano perché erano gli stessi che di fatto stavano ripercorrendo la mia esistenza... Fare, dire, parlare, non sapere, avere paura... anch'io, come i discepoli, come Pietro, li vivo nella mia quotidianità... il voler essere attiva, concretizzare, anche spendermi con passione sulle cose e sul bene, proporre con entusiasmo le mie idee, ma come Pietro non so... Ma ecco, mentre ancora sto parlando, mentre sto facendo le mie cose tutta presa, arriva questa nube - l'aridità che in questi giorni stavo vivendo - che mi disorienta, mi mette paura, non mi fa vedere chiaro ma ancora una volta mi dice “Io sono” e “Questi è il mio Figlio prediletto, ascoltatelo!”... e così risuona in me questa richiesta di ascoltare e di stare con tutto ciò che sono, anche con la mia aridità, nella consapevolezza che Gesù, proprio lì era Lui ed era con me, presente come lo era con i suoi discepoli!! Quale dono e quale gioia più grande di poter vivere con chiarezza la presenza viva di Gesù nella propria vita?!”
Lisa
VEDERE
8 m di cemento non possono essere il passo verso la pace…
Non avvicinarti oltre!
8 m di cemento cancellano l’oltre, i volti, i nomi, le possibilità di incontro, persino il tramonto…
Togliti i sandali dai piedi,
8 m d’ombra, di tristezza, di malessere, di disagio e povertà…
perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo! (Es 3,5)
Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!»
(Gv 20,26)
Il nostro viaggio nel Vangelo è appena iniziato, ci accolgono canti, sguardi, odori e colori completamente diversi… che parlano di Gesù del suo sogno di accompagnarci, di abitare nella stanza più intima del nostro cuore, del suo desiderio ardente di entrare ed abbattere il “MURO”delle nostre paure, per farci assaporare il GUSTO della Libertà di Figli.
C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e… disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia»… i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». (Lc 2, 8-15)
Come i pastori mi metto in cammino assieme ai miei compagni, senza indugio e con stupore cerco di VIVERE la grandezza di questo avvenimento…
In alcuni momenti tutto è talmente reale che stento a crederci, Gesù non è solo Parola Viva è anche Pietra, Terra, Sabbia, Caldo, Sole e Pane, quel pane che non manca mai e che ci nutre…
Pian piano ai pensieri si sostituisce altro… in questa Terra i sensi si acutizzano, le mani, il naso e soprattutto gli occhi del cuore si riempiono…
Incuriosita e guidata dall’atteggiamento di Maria che “da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore” (Lc 2, 19), arrivo a Nazareth e qui ho l’occasione di cogliere come Gesù tocca con la sua umanità la nostra vita.
Gesù è rimasto 30 anni in questa piccola cittadina, per entrare anche nelle pieghe più piccole della nostra vita, per comprenderla e farcela comprendere, per farsi vicino alla nostra situazione umana. Si è fatto piccolo, debole e non ha avuto fretta di mostrarsi e mostrare la sua potenza. Si è dato nella preghiera, nella comunione con il Padre Suo e Nostro… nella quotidianità…
Questo suo tempo di formazione non è stato un tempo breve e con forza mi ha fatto capire che le situazioni Grandi, belle, quelle che “cambiano” hanno bisogno di un giusto tempo per esser preparate.
30 anni a Nazareth nell’umanità di ogni giorno…
Nella fatica, nella noia, nel gioco, nel lavoro, nell’aiuto, nell’amicizia, nell’amore Gesù ci sta e ci sta per un tempo necessario…
è arrivato il momento di chiudere questo mio quaderno di viaggio e far ritorno alla mia Nazareth… in compagnia di queste parole…
RALLEGRATI! Sei Gratuitamente amata!
Non aver paura ascoltaMI, seguiMI, ti ho scelto, per percorrere con me questa strada, per salire con me questo monte, ho bisogno delle tue ricchezze, dei tuoi “pani”, del tuo esser infinitamente piccola per diffondere il mio immenso amore ed il profumo della mia presenza. Il tuo piccolo nelle mie mani si moltiplicherà, offri quello che possiedi, partecipa al mio disegno…
partecipa attivamente non nascondere e non far ammuffire quel pane che conservi, OFFRILO e FALLO con GIOIA.
Pamela
Impreparati ci sistemiamo velocemente e via, di corsa, per le strette vie di Gerusalemme … di corsa per andare a vedere … che cosa ? chi?
Il cuore batte forte e non vediamo l’ora di arrivare e vedere. Mentre corro mi viene in mente una scena ascoltata molte volte … mi rivedo in quei due discepoli, Pietro e Giovanni, che sono appena stati avvisati da Maria di Magdala che Gesù non c’è più nel sepolcro, e mi sembra di riuscire a sentire il loro stato d’animo.
Eccoci davanti alla porta della Basilica … è aperta … entriamo a passi cauti ed ci mettiamo in fila davanti all’ingresso del Sacro Sepolcro, attendiamo con cuore aperto e con la testa che non sa cosa pensare…
Eccoci, scendiamo più in basso e ci abbassiamo per entrare all’interno della tomba, abbassiamo il cuore, ci inginocchiamo … E’ VUOTA! La pietra consumata e millenaria non ha niente sopra, non c’è niente da vedere, nessuno da incontrare, per un attimo provo quasi delusione, non serviva venire qui mi dico … è il Mistero che sto cercando di capire con la mia razionalità e la mia poca fede … ma poi è la grande gioia che ha il sopravvento, è l’amore di Dio che invade i nostri cuori, E’ RISORTO, E’ RISORTO PER NOI!
Usciamo ed in cerchio cantiamo a sottovoce (per il rispetto delle altre religioni che investono di significato quello stesso luogo), le voci si uniscono in un canto di gioia per la Resurrezione di Gesù Cristo … i nostri volti sono sorridenti e belli, è GIOIA, la gioia preannunciata a Maria dall’angelo Gabriele, è la Pasqua di Resurrezione che si compie, è l’Amore del Padre per i suoi figli.”
Sara
“Un piccolo esercizio che ci aiutava a sostare con la Parola era quello dei verbi, cioè rileggere il brano e segnare i verbi che incontravamo. È stato davvero importante per me fare questo semplice esercizio quando ho sostato nel monte Tabor perché mi ha permesso di vivere il mio Tabor, la mia trasfigurazione. Tutti i primi giorni di pellegrinaggio in cui la Parola non mi parlava, il mio cuore era inspiegabilmente - mi dicevo, essendo in un posto così santo - arido (se recupero la terminologia ignaziana, ero in “desolazione spirituale”). Mentre leggevo il brano della trasfigurazione, stimolata dalla figura di Pietro, i verbi risuonavano perché erano gli stessi che di fatto stavano ripercorrendo la mia esistenza... Fare, dire, parlare, non sapere, avere paura... anch'io, come i discepoli, come Pietro, li vivo nella mia quotidianità... il voler essere attiva, concretizzare, anche spendermi con passione sulle cose e sul bene, proporre con entusiasmo le mie idee, ma come Pietro non so... Ma ecco, mentre ancora sto parlando, mentre sto facendo le mie cose tutta presa, arriva questa nube - l'aridità che in questi giorni stavo vivendo - che mi disorienta, mi mette paura, non mi fa vedere chiaro ma ancora una volta mi dice “Io sono” e “Questi è il mio Figlio prediletto, ascoltatelo!”... e così risuona in me questa richiesta di ascoltare e di stare con tutto ciò che sono, anche con la mia aridità, nella consapevolezza che Gesù, proprio lì era Lui ed era con me, presente come lo era con i suoi discepoli!! Quale dono e quale gioia più grande di poter vivere con chiarezza la presenza viva di Gesù nella propria vita?!”
Lisa
VEDERE
8 m di cemento non possono essere il passo verso la pace…
Non avvicinarti oltre!
8 m di cemento cancellano l’oltre, i volti, i nomi, le possibilità di incontro, persino il tramonto…
Togliti i sandali dai piedi,
8 m d’ombra, di tristezza, di malessere, di disagio e povertà…
perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo! (Es 3,5)
Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!»
(Gv 20,26)
Il nostro viaggio nel Vangelo è appena iniziato, ci accolgono canti, sguardi, odori e colori completamente diversi… che parlano di Gesù del suo sogno di accompagnarci, di abitare nella stanza più intima del nostro cuore, del suo desiderio ardente di entrare ed abbattere il “MURO”delle nostre paure, per farci assaporare il GUSTO della Libertà di Figli.
C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e… disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia»… i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». (Lc 2, 8-15)
Come i pastori mi metto in cammino assieme ai miei compagni, senza indugio e con stupore cerco di VIVERE la grandezza di questo avvenimento…
In alcuni momenti tutto è talmente reale che stento a crederci, Gesù non è solo Parola Viva è anche Pietra, Terra, Sabbia, Caldo, Sole e Pane, quel pane che non manca mai e che ci nutre…
Pian piano ai pensieri si sostituisce altro… in questa Terra i sensi si acutizzano, le mani, il naso e soprattutto gli occhi del cuore si riempiono…
Incuriosita e guidata dall’atteggiamento di Maria che “da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore” (Lc 2, 19), arrivo a Nazareth e qui ho l’occasione di cogliere come Gesù tocca con la sua umanità la nostra vita.
Gesù è rimasto 30 anni in questa piccola cittadina, per entrare anche nelle pieghe più piccole della nostra vita, per comprenderla e farcela comprendere, per farsi vicino alla nostra situazione umana. Si è fatto piccolo, debole e non ha avuto fretta di mostrarsi e mostrare la sua potenza. Si è dato nella preghiera, nella comunione con il Padre Suo e Nostro… nella quotidianità…
Questo suo tempo di formazione non è stato un tempo breve e con forza mi ha fatto capire che le situazioni Grandi, belle, quelle che “cambiano” hanno bisogno di un giusto tempo per esser preparate.
30 anni a Nazareth nell’umanità di ogni giorno…
Nella fatica, nella noia, nel gioco, nel lavoro, nell’aiuto, nell’amicizia, nell’amore Gesù ci sta e ci sta per un tempo necessario…
è arrivato il momento di chiudere questo mio quaderno di viaggio e far ritorno alla mia Nazareth… in compagnia di queste parole…
RALLEGRATI! Sei Gratuitamente amata!
Non aver paura ascoltaMI, seguiMI, ti ho scelto, per percorrere con me questa strada, per salire con me questo monte, ho bisogno delle tue ricchezze, dei tuoi “pani”, del tuo esser infinitamente piccola per diffondere il mio immenso amore ed il profumo della mia presenza. Il tuo piccolo nelle mie mani si moltiplicherà, offri quello che possiedi, partecipa al mio disegno…
partecipa attivamente non nascondere e non far ammuffire quel pane che conservi, OFFRILO e FALLO con GIOIA.
Pamela