Missioni di carità

I sabato sera al 'Bingo' di Lovere
Di notte... alla ricerca di un Volto

porto turistico
In quasi tre anni di Equipe- Giovani ne ho macinato di chilometri, facendo su e giù per l’Italia, e ogni volta sono tornato a casa sempre carico di nuove esperienze e di volti che mi hanno sorriso, rallegrato, incoraggiato…
Ma l’Equipe del 15 ottobre mi ha lasciato nel cuore volti diversi, ragazzi e ragazze che a loro modo avevano un Volto da cercare.
Le suore di Cascina Mariet ogni sabato sera vanno nella zona del porto di Lovere, dove si radunano i ragazzi del circondario per passeggiare, chiacchierare, scherzare e “rimorchiare” o come dicono da quelle parti per “cuccare”.
E io dal sud Italia cosa ci facevo?...
Beh io una risposta ce l’ho… ero anch’io lì per cercare un Volto, e vi dico, l’ho trovato proprio in quei ragazzi e ragazze poco più piccoli di me, carichi di allegria, di fantasie, di spensieratezze che caratterizzano le compagnie del sabato sera.
Con altri giovani e le suore abbiamo avvicinato queste “squadre”, con delle domande sulla famiglia tra le mani, e come si può immaginare, siamo stati sommersi di risposte, a volte belle, altre un po’ meno. Certo per molti la famiglia rimane il punto fermo della loro vita, per altri, forse con un po’ di alcool in corpo, la famiglia è solo un peso.
Dopo le chiacchierate i ragazzi venivano invitati a
scrivere una preghiera per la loro famiglia e portarla in una tenda dove c’era esposto Gesù eucaristia e dove altri giovani avrebbero pregato per le loro intenzioni…
…Già le loro intenzioni, semplici e a volte cariche di illusioni, però pur sempre motivate.
Ma
Gesù si è fatto carne e ha posto la sua tenda in mezzo a noi, perché anche noi possiamo riconoscerLo e amarLo.
Io l’ho riconosciuto nella gioia di quei ragazzi e ragazze e nella loro voglia di cercarLo nella semplicità e spensieratezza che mi ha caricato di emozioni.
Ora a distanza di una settimana questi volti li ritrovo nele mie zone con le stesse voglie e aspettative che solo in Gesù trovano risposte…

Giuseppe


Sul Corriere della Sera l'inchiesta sui "ragazzi dell zoo di Lovere", protagonisti, tra alcool e droga, di serate oltre al limite.
Lo sballo dei ragazzini al porto di Lovere

Quindici anni bastano. O forse no. Quindici anni bastano – purtroppo – per riempirsi lo stomaco e la testa di alcol e per cercare di svuotare tutto assieme cadendo nel lago d’Iseo in un sabato notte. E’ successo ad una ragazza, tirata fuori per i capelli. Succede ogni weekend che al porto turistico di Lovere, sul lago d’Iseo, ci si ubriachi, si litighi, si facciano danni, in quello che era nato come il porto turistico per le famiglie con un centro culturale da riempire di contenuti e invece a riempirlo è l’alcol che scorre a fiumi. Serata ideale: “Pasticche, birre e vodka fresche – confessa Gabriele -, piadina alla nutella, zona porto, ribattezzata 'Bingo', amici e ragazze a sballare sino al mattino”.
Per provare a far fronte ai “ragazzi dello zoo di Lovere” sono scesi in campo carabinieri, polizia locale,. Guardia di Finanza e i baschi verdi di Bergamo, un’unità speciale che svolge funzioni di controllo del territorio e ordine pubblico.
I ragazzi arrivano sul lungolago dalle province di Brescia e Bergamo: “
Al sabato c’è un afflusso di centinaia di giovanissimi – spiega Max Barro, uno dei gestori del porto turistico -. Arrivano da un raggio di 30 chilometri, le poche forze disponibili sul territorio non bastano a garantire controlli e sicurezza del lungolago”.
I baschi verdi sono entrati in azione nelle scorse notti anche con unità cinofile. Hanno identificato centinaia di giovani. “Siamo determinati ma mai violenti con chi viene fermato per gli evidenti eccessi della notte brava – spiega Barro che ha partecipato alle retate – gli interventi di prevenzione e controllo continueranno, vogliamo restituire il porto turistico alle famiglie”.
M. terza liceo scientifico, al Bingo ci viene spesso: “Arrivo qui in scooter con tre o quattro amici, attorno alle 20, dopo aver fatto rifornimento al supermercato qui vicino. Compriamo da bere, alcol a manetta, tutto dentro ai sottosella degli scooter e poi ce lo scoliamo al porto in compagnia”.
E poi? “Ci divertiamo così, belli pieni si ride, si scherza e si carica anche qualche ragazza. Quelle bevono anche più di noi. Cosa c’è di male? Magari ci scappa anche un po’ di fumo, hashish o marijuana, roba leggera, io mica li tocco gli acidi”. Ce ne sono? “Beh, qui trovi quello che vuoi senza sbatterti troppo”. Costo? “Per una pasta buona anche 40 euro, fai colletta e la dividi, non ne occorre una intera, ma le trovi dagli 8 euro in su, niente di che, ma vanno bene. Meglio però una sana canna che con l’alcool non mi manda in paranoia”.
Gabriele ha gli occhi spenti, l’aria stanca. “Gli acidi –dice – mi mandano in para, l’ultima volta ho pianto una settimana. Continuavo a fare la doccia, mi sembrava di lavarmi via la paura ma non era così. Un giorno ne ho fatte 8. Mia madre mi guardava e io le dicevo che avevo un eritema e volevo sentire l’acqua addosso, poi andavo nel letto a piangere. Un disastro. Una notte mi sono alzato e ho cercato nell’armadio delle medicine, non mi calmavo più, ho preso il Lexotan di mia madre, 25 gocce e ho dormito, e che sarà mai una volta a settimana…”. Alle 7 non ho sentito la sveglia per andare a scuola, mi ha chiamato mia madre alle 7,30 ma mi ha preso male, svegliarmi così è stato drammatico, ho avuto una crisi di nervi e ho sfasciato tutto, lei non capiva ma neanche io capivo. So che sono andato al pullman ma non ci sono salito, sono rimasto al parco del mio paese tutto il giorno a cercare di farmi passare la para. Dopo qualche giorno se ne è andata ma da allora basta acidi. Bevo tanto, tantissimo e fumo canne, tutto qui. Scuola? “Seconda superiore, devo fare la terza, liceo scientifico. Me la cavo, a fatica ma me la cavo”. Passioni: “Passare il tempo e che passi più in fretta possibile”. Di cosa hai fretta? “Non lo so ma so che ho fretta”. Musica: “Club Dogo”. Altro: “Internet, facebook, sms”. Sport: “Seguo il basket Nba, guardo il calcio ma non ci muoio dietro, al mondiale l’Italia mi stava sulle palle, meglio Argentina e poi moto, Vale Rossi su tutti”. Serata ideale: “Birre e vodka fresche, piadina alla nutella, zona Bingo, amici e ragazze a sballare sino al mattino”.
Dio? “Sta da un’altra parte ed è meglio che stia là e siccome non è qua non mi occupo di lui, né pregandolo, né odiandolo”. Fra dieci anni? “A fare quello che faccio oggi con qualche soldo in più e la scuola finita”. Già, che sia oggi o domani o fra 10 anni poco importa, tanto M. ha solo fretta.