Viaggio nel Vangelo
17/10/09 18:40 Filed in: Pellegrinaggi
Testimonianza del pellegrinaggio in Terra Santa dell'agosto 2009
Una fede che si incarna
“Ecco la attirerò a me e parlerò al suo cuore…”
Cercando il modo per iniziare questa breve testimonianza mi è venuta alla mente questa frase del profeta Osea.
Da tempo Dio cerca di attirarmi a Lui con il suo modo discreto ma determinato.
Da tempo la mia libertà di figlio risponde talvolta con dei sì, talvolta con dei no.
Ma se, ora, mi volto indietro capisco che tutti i sì detti a Dio mi hanno condotto sulla strada nella ricerca di Chi sono io e Come mi vuole Dio...
Una fede che si incarna
Cercando il modo per iniziare questa breve testimonianza mi è venuta alla mente questa frase del profeta Osea.
Da tempo Dio cerca di attirarmi a Lui con il suo modo discreto ma determinato.
Da tempo la mia libertà di figlio risponde talvolta con dei sì, talvolta con dei no.
Ma se, ora, mi volto indietro capisco che tutti i sì detti a Dio mi hanno condotto sulla strada nella ricerca di Chi sono io e Come mi vuole Dio...
Un cammino non facile, che continua… con le orecchie sempre tese all’ascolto di una Parola che realizza ciò che dice, con gli occhi rivolti al cielo e con i piedi pronti a continuare a camminare su questa terra…
Tante esperienze vissute dentro e fuori dal contesto parrocchiale mi hanno reso consapevole della straordinaria opera educativa di Dio che con i nostri sì costruisce la Sua Chiesa, che è una famiglia veramente grande, ricca di volti, di espressioni che non si esauriscono certo all’ombra del nostro campanile.
Una Chiesa che ci accomuna e ci rende membra di un unico corpo.
Il viaggio
Tutte le esperienze che vi dicevo, mi hanno portato a dire un si insolito.
Mi è stato proposto un viaggio nel Vangelo dal gruppo della carità legato alle suore di Maria Bambina che seguo da qualche anno… un viaggio in Terra Santa, nel luogo dove Dio ha deciso di incarnarsi e di farsi uomo come noi… come me.
È stato, come spesso accade, un sì titubante, perché Gesù mi ha voluto nella sua terra non con un viaggio consueto e con tutte le comodità, ma come un pellegrino che ha con sé solo il necessario, zaino in spalla e tanto cammino e si affida alla provvidenza di Dio.
Questa è stata la mia prima prova: affidarmi a chi mi guidava, lasciarmi condurre perché non sapevamo nulla del programma… ma è stata anche la mia prima grazia ricevuta durante il viaggio.
Ho sperimentato che se mi fido davvero Dio è un Padre premuroso che non abbandona i figli che si rivolgono a Lui. In quei luoghi dove tutto parla, la mia vita è stata coinvolta in tutte le sue dimensioni e adesso, solo adesso, mentre rileggo l’esperienza mi rendo conto dell’abbondanza della grazia ricevuta.
È difficile in poco tempo dire cosa si viva in Terra Santa.
I miei occhi che si posano nei luoghi dove Gesù è nato, è vissuto, è morto, è risorto.
Le mie mani che toccano la stella dove Gesù è nato, l’incavo nella roccia dove la croce è stata infissa, la tomba vuota.
I miei passi che calcano le strade del deserto di Giuda, che arrivano stanchi al Monte Tabor e che si lasciano bagnare dal lago di Tiberiade.
La mente che torna ai ricordi evangelici vedendo la roccia sulla quale Pietro ha tradito Gesù, contemplando la casa dove Maria ha ricevuto l’annuncio dell’angelo, viaggiando su un’imbarcazione simile a quella degli apostoli.
Il mio spirito che viene guidato magistralmente attraverso i misteri che tutti i luoghi ricordano: la semplicità di Maria che dice il suo sì a Dio, l’umanità di Gesù in Galilea, il suo pianto e la sua angoscia nell’orto degli ulivi, la sua passione e la sua vittoria sulla morte a Gerusalemme.
E più cammini su quelle strade più senti la vicinanza di Gesù uomo… sì vero uomo, che ha pianto, riso, sofferto, parlato, camminato e che è anche stato tentato dal demonio.
Ti trovi faccia a faccia con l’ordinaria umanità di Gesù e capisci che la tua fede non è solo un insieme di contenuti astratti, non è solo emozione ma è soprattutto concretezza, una fede che si incarna nella tua vita di uomo, bella o brutta che sia, grande o piccola che sia.
Certo le emozioni, i sentimenti fanno parte di noi e quindi anche della nostra fede ma non sono il tutto… Anche quando non provi nulla pregando o parlando con Gesù, Lui è presente, è compagno fedele, non ti lascia e continua ad accompagnarti.
È davvero difficile riorganizzare le idee ma è bello pensare che ho ricevuto un dono grande con questo pellegrinaggio, che nessuno mi porterà più via. A tutti auguro di poter andare un giorno a visitare i luoghi santi, con la possibilità di meditare là, dove il Vangelo è accaduto storicamente, per comprendere quanto straordinariamente è vicino a noi.
Concludo questa breve testimonianza, forse anche un po’ disconnessa, e vi chiedo scusa, con la battuta che mi è uscita il giorno che ho visitato il Santo Sepolcro.
L’ho visitato un po’ come Maria Maddalena di corsa, perché avevo poco tempo, ma ho cercato di gustare quel momento perché rimanesse impresso nella mia mente e nel mio cuore.
Toccando quella pietra scavata nella roccia ho detto 'grazie Gesù perchè non sei qui!'
Sì, se Gesù fosse rimasto steso su quella pietra, come dice San Paolo, la nostra fede sarebbe vana…
Invece Lui è presente qui, ora, in mezzo a noi e soprattutto vive!
Alessandro
foto Terra Santa 2009
Tante esperienze vissute dentro e fuori dal contesto parrocchiale mi hanno reso consapevole della straordinaria opera educativa di Dio che con i nostri sì costruisce la Sua Chiesa, che è una famiglia veramente grande, ricca di volti, di espressioni che non si esauriscono certo all’ombra del nostro campanile.
Una Chiesa che ci accomuna e ci rende membra di un unico corpo.
Il viaggio
Tutte le esperienze che vi dicevo, mi hanno portato a dire un si insolito.
Mi è stato proposto un viaggio nel Vangelo dal gruppo della carità legato alle suore di Maria Bambina che seguo da qualche anno… un viaggio in Terra Santa, nel luogo dove Dio ha deciso di incarnarsi e di farsi uomo come noi… come me.
È stato, come spesso accade, un sì titubante, perché Gesù mi ha voluto nella sua terra non con un viaggio consueto e con tutte le comodità, ma come un pellegrino che ha con sé solo il necessario, zaino in spalla e tanto cammino e si affida alla provvidenza di Dio.
Questa è stata la mia prima prova: affidarmi a chi mi guidava, lasciarmi condurre perché non sapevamo nulla del programma… ma è stata anche la mia prima grazia ricevuta durante il viaggio.
Ho sperimentato che se mi fido davvero Dio è un Padre premuroso che non abbandona i figli che si rivolgono a Lui. In quei luoghi dove tutto parla, la mia vita è stata coinvolta in tutte le sue dimensioni e adesso, solo adesso, mentre rileggo l’esperienza mi rendo conto dell’abbondanza della grazia ricevuta.
È difficile in poco tempo dire cosa si viva in Terra Santa.
I miei occhi che si posano nei luoghi dove Gesù è nato, è vissuto, è morto, è risorto.
Le mie mani che toccano la stella dove Gesù è nato, l’incavo nella roccia dove la croce è stata infissa, la tomba vuota.
I miei passi che calcano le strade del deserto di Giuda, che arrivano stanchi al Monte Tabor e che si lasciano bagnare dal lago di Tiberiade.
La mente che torna ai ricordi evangelici vedendo la roccia sulla quale Pietro ha tradito Gesù, contemplando la casa dove Maria ha ricevuto l’annuncio dell’angelo, viaggiando su un’imbarcazione simile a quella degli apostoli.
Il mio spirito che viene guidato magistralmente attraverso i misteri che tutti i luoghi ricordano: la semplicità di Maria che dice il suo sì a Dio, l’umanità di Gesù in Galilea, il suo pianto e la sua angoscia nell’orto degli ulivi, la sua passione e la sua vittoria sulla morte a Gerusalemme.
E più cammini su quelle strade più senti la vicinanza di Gesù uomo… sì vero uomo, che ha pianto, riso, sofferto, parlato, camminato e che è anche stato tentato dal demonio.
Ti trovi faccia a faccia con l’ordinaria umanità di Gesù e capisci che la tua fede non è solo un insieme di contenuti astratti, non è solo emozione ma è soprattutto concretezza, una fede che si incarna nella tua vita di uomo, bella o brutta che sia, grande o piccola che sia.
Certo le emozioni, i sentimenti fanno parte di noi e quindi anche della nostra fede ma non sono il tutto… Anche quando non provi nulla pregando o parlando con Gesù, Lui è presente, è compagno fedele, non ti lascia e continua ad accompagnarti.
È davvero difficile riorganizzare le idee ma è bello pensare che ho ricevuto un dono grande con questo pellegrinaggio, che nessuno mi porterà più via. A tutti auguro di poter andare un giorno a visitare i luoghi santi, con la possibilità di meditare là, dove il Vangelo è accaduto storicamente, per comprendere quanto straordinariamente è vicino a noi.
Concludo questa breve testimonianza, forse anche un po’ disconnessa, e vi chiedo scusa, con la battuta che mi è uscita il giorno che ho visitato il Santo Sepolcro.
L’ho visitato un po’ come Maria Maddalena di corsa, perché avevo poco tempo, ma ho cercato di gustare quel momento perché rimanesse impresso nella mia mente e nel mio cuore.
Toccando quella pietra scavata nella roccia ho detto 'grazie Gesù perchè non sei qui!'
Sì, se Gesù fosse rimasto steso su quella pietra, come dice San Paolo, la nostra fede sarebbe vana…
Invece Lui è presente qui, ora, in mezzo a noi e soprattutto vive!
Alessandro
foto Terra Santa 2009