Missione

Laura, da settembre 2011 a Chirundu, un villaggio dello Zambia, continua a scriverci...
Un caldo Natale

Africa
Sono molto in difficoltà, vorrei rendervi partecipi del calore - e vado oltre i 42 gradi all’ombra climatici - del mio Natale di quest’anno.
Parlo di una messa di mezzanotte vissuta dalle 20.30 alle 23.00 vicino alle poche bambine rimaste in orfanotrofio, le altre fortunatamente sono tornate nei villaggi, entrata in chiesa loro mi hanno chiamata, mi volevano con loro in questo momento così difficile.
Nei giorni precedenti abbiamo ideato, costruito e modificato, in base ai materiali a nostra disposizione, il presepe. Abbiamo ascoltato ed imparato qualche canzone di Natale in inglese,
abbiamo cercato di distrarci a vicenda, di sentire un clima di Amore Natalizio.
Anche per me non è stato facile trascorrere il primo Natale lontana da casa, dalla mia famiglia, dai miei amici e da tutte le persone che mi hanno ricordata e hanno raccomandato ai miei familiari di salutarmi, eppure sono stata molto serena, ho trascorso un Natale quasi essenziale, perchè grazie alla creatività e al desiderio di renderci felici a vicenda ho comunque vissuto un bel pranzo di Natale, ho ricevuto e fatto qualche dono. Sembra impossibile emozionarsi per una saponetta o un libro o vestiti già tuoi, provenienti da casa e spediti, eppure credetemi... mi è accaduto!

La sera del 25 mentre a letto ripercorrevo la giornata, mi sono detta: Laura, ma che paura avevi? Tu hai la tua famiglia, sei fortunata, ma
oggi hai capito e vissuto sulla tua pelle il vero senso delle parole che hai detto spesso ai tuoi bambini di catechismo.
La chiesa è la struttura, la Chiesa è la famiglia di cui si diventa parte grazie al Battesimo.
Che sciocca sono stata, ora torno a guardare la mia vita con un respiro più ampio, lo spirito cristiano...
Il cuore si riempe di gioia ed il mondo diviene la mia casa!
In questo Natale non mi sono allontanata dalla mia famiglia, ne ho incontrata una nuova parte, è come quando si incontrano parenti che non si conoscevano prima o non si vede da parecchio tempo, è ovviamente stata una grande festa, ci sono state danze, chiacchiere, giochi, abbracci, bisticci e riappacificazioni... è stato BELLO. Nella semplicità la gioia si moltiplica e l’insieme è molto piu dell’addizione delle singole parti e devo ammettere che le sister in questo sono maestre.
Santo Stefano è stata un’altra giornata stupenda. Mi è stata donata la possibilità di fare una gita fuori porta, ho visitato la valle dei Baobab: una immensa vallata abitata esclusivamente da piccoli villaggi (in cui ho avuto la sorpresa di riabbracciare due ragazze dell’orfanotrofio dove sto vivendo questa esperienza di Carità) e da magnifici, maestosi e giganti Baobab... un panorama che lascia senza fiato... credetemi!!!
E poi ho scoperto che Natale non è il 25 dicembre. Ci sono delle attese e degli arrivi in tutta la nostra vita. Beh... il 26 dicembre ho potuto riabbracciare le piu piccole... Ivonny, Keree, Dorica, Miriam, Rodha... non è stato semplice per loro tornare qui. Il proprio villaggio è il proprio villaggio, nonostante non si mangi molto e non si lavino i vestiti come in orfanotrofio, ma pian piano si sono sciolte, per me è stato importante accoglierle non facendo finta di niente. Cercando di mostrare loro la mia comprensione ed allo stesso tempo restare vicina a Yolanda, Ellen, Chanunga, Eliza, Giuditt, Carlo, Anna, Jennifer, Mary e Masy... che sono rimaste qui perchè le loro famiglie abitano troppo lontano o non sono state in grado di riaccoglierle.
E come Gesù ogni anno torna sulla terra per salvarci e donarci la Gioia, così, fino al sette gennaio, vedrò tornare pian piano tutte le bambine e le ragazze... sono momenti molto intensi e delicati, anche molto diversi perche i loro caratteri sono molto differenti ovviamente: dalla bambina che ti salta addosso con un sorriso immenso e ti fa cadere a sedere a terra, all’altra bambina che ti si avvicina silenziosamente, si mette al tuo fianco e ti prende la mano, delicatamente, te la stringe...
In entrambi i gesti è nascosta una intensità indescrivibile!
Oggi, trenta dicembre, piove... qui è una benedizione, si inizia l'anno nuovo con la terra bagnata, è una grazia, è la risposta di Dio a tanta Speranza, a tante preghiere. Il raccolto è uno dei pilastri della sopravvivenza di questo paese... incrociamo le dita.
Auguro a tutti voi un nuovo anno ricco di Buoni Propositi reali e comunitari, dove c'è comunità c'è Amore... c'è Dio. Lui veglia su di noi, ci protegge, ci rende figli e con un Padre che cammina al nostro fianco, non possiamo sentirci soli.

Laura