La «Fraternità spirituale delle sante Capitanio e Gerosa»

Occorre entrare in una prospettiva nuova, al centro della quale sta non l'Istituto delle Suore di carità, ma la spiritualità delle sante Capitanio e Gerosa, sorgente della «Fraternità spirituale». Essa è costituita da tutti coloro che, pur trovandosi in forme e condizioni di vita diverse, riconoscono in questa particolare spiritualità un aiuto forte, significativo, per il loro essere autenticamente uomini/donne appartenenti a Cristo, a servizio del regno di Dio.

L'unico 'dono' dello Spirito plasma l'identità di ciascuno secondo una fisionomia comune, che si esprime diversamente nelle differenti forme di vita.

Questa «Fraternità spirituale», in cui accanto all'Istituto delle suore esistono altre e diverse associazioni di laici e singole persone che vivono la condizione secolare, è già oggi una realtà da riconoscere, anche se va certamente consolidata e maggiormente chiarita.

In essa soggetti diversi e distinti si nutrono dello stesso 'dono' e reciprocamente si aiutano e si arricchiscono in ordine al personale cammino di santità e al comune impegno nella missione di carità ...

Nella prospettiva unificante della «Fraternità spirituale», sarà importante ricercare come il carisma illumina
- ogni vocazione particolare nella sua specificità
- la comunione che lega le diverse forme di vita
- la missione di carità che ciascuno è chiamato a svolgere.


Gli impegni e lo stile della «Fraternità spirituale delle sante Capitanio e Gerosa» sono delineati nella Charta di seguito riportata.



CHARTA
FRATERNITÀ SPIRITUALE
delle sante Capitanio e Gerosa

La «Fraternità spirituale» comprende varie espressioni e forme di vita nate nel solco del carisma di santa Bartolomea Capitanio e di santa Vincenza Gerosa.
Cuore del carisma è la carità di Gesù Redentore che fa ogni possibile, soffre tutto e dà anche il sangue perché l'uomo viva e partecipi del suo stesso amore.



Nella carità di Gesù

Ogni membro della «Fraternità spirituale» - in qualsiasi condizione di vita si trovi - sa che suo primo impegno è quello di riconoscere con grato stupore l'amore gratuito e misericordioso con cui Gesù ci ha amati e in ogni istante ci ama.
Desidera rimanere nell'amore di Gesù coltivando il rapporto con lui vivo, nella meditazione della Parola, nella preghiera liturgica, nell'accoglienza dei fratelli.
L'unione profonda con Gesù e la confidenza in lui sono, per ogni membro della «Fraternità spirituale», la fonte da cui scaturiscono, e continuamente si rinnovano, l'allegrezza del cuore e il coraggio dell'iniziativa per il bene del prossimo.
In questa unione, grazie agli impulsi dello Spirito, ciascuno riconosce che la sua stessa persona è dono ricevuto, da orientare a vantaggio dei fratelli, a partire da quelli più vicini e da coloro che si trovano in condizione di maggior bisogno sia interiore sia fisico.
Dall'unione con Gesù - coltivata e custodita lungo tutta la giornata - nascono gesti e opere segnati dalla sua carità, vissuti con il suo stesso cuore mite e umile, che in tutto cerca ciò che piace al Padre, per il bene vero dell'uomo.
Via particolarmente cara ai membri della «Fraternità spirituale », per rimanere nella carità di Gesù, è l'amicizia nella fede con coloro che condividono lo stesso cammino. Essa è un dono della misericordia di Dio, coltivato attraverso la comunione nella preghiera, l'incontro di condivisione nella fede nutrito dalla parola di Dio, il concreto aiuto fraterno. Tale amicizia è luogo in cui si fa esperienza della carità di Gesù, secondo quanto Bartolomea già viveva nelle 'pie unioni'.



Per il bene dell'uomo

La «Fraternità spirituale delle sante Capitanio e Gerosa», in qualunque luogo viva e in qualunque realtà si esprima, desidera essere strumento povero nelle mani di Dio per manifestare a ogni uomo la tenerezza del Padre. In particolare, rivolge la sua attenzione ai bambini, ai ragazzi, ai giovani, alle giovani coppie, agli ammalati, agli anziani, a coloro che vivono in situazioni di emarginazione, a quanti restano chiusi al bene.
Questi «fratelli più piccoli» sono le «membra predilette» di Gesù, in cui egli più ama nascondersi e in cui vuole essere amato e servito.
La «Fraternità spirituale» ha a cuore che ogni uomo si apra all'amore di Gesù che salva, viva nella sua amicizia e si faccia a propria volta strumento del suo amore per altri.
Per questo prega con insistenza e - imparando dal Crocifisso - accetta di offrire e soffrire per il bene del prossimo; coglie tutte le occasioni per annunciare la Buona Notizia della carità di Dio e mostrarne i segni.



In comunione

I momenti in cui la «Fraternità spirituale» fa memoria della comunione che la unisce sono:

- l'inizio di ogni giorno, quando ciascun membro rinnova con Maria il suo «Eccomi», disponibile all'opera di Dio;

- la sera, quando - dopo la fatica quotidiana - ognuno si rimette sotto lo sguardo del Padre e lo magnifica per ciò che in quel giorno ha compiuto anche attraverso la propria povera persona. A lui riconsegna i germi di bene, a lui riporta il grido proprio e dei molti fratelli incontrati.
Alcune espressioni della «Fraternità spirituale» vivono questi appuntamenti comunitariamente (le suore di carità e le
associazioni di laici che hanno momenti di preghiera comune), ma è bello sapere che - in assemblea o nel segreto dell'anima - si è tutti uniti, insieme con l'intera Chiesa, che ogni giorno in Gesù prega.

- La messa domenicale - celebrata nelle diverse comunità ecclesiali - è appuntamento centrale per tutti i membri della
«Fraternità spirituale».
Nel sacrificio eucaristico la nostra vita, offerta all'altare con il pane e con il vino, è immersa nel dono che Gesù fa di se stesso per la salvezza del mondo e viene coinvolta nella dinamica della sua donazione.



Seguendo Gesù Redentore

Gesù, il Crocifisso Risorto, che continua a formare la sua Chiesa con la grazia della sua Parola, è il riferimento assoluto della «Fraternità spirituale». È la nostra difesa: colui al quale affidiamo la cura di noi stessi, certi della sua Provvidenza; è la norma di vita a cui guardiamo per conoscere come essere donne e uomini veri; è la guida dietro cui ci mettiamo, lasciando che sia lui stesso, nella Chiesa, a segnarci la strada.
Così può maturare in ciascuno di noi - nei modi adeguati alla forma di vita scelta - uno stile di vita povera, casta, obbediente, capace di accogliere e di manifestare la sua Carità.
Per percorrere questo cammino di santità, i membri si educano all'ascolto profondo della parola di Dio, particolarmente del Vangelo, attraverso l'impegno personale della 'meditazione': per alcuni quotidiano, per tutti almeno settimanale. Là dove è possibile, si ha cura di vivere appuntamenti sistematici di «lectio divina» condivisa anche con altri.
Nel mese - in base alle possibilità offerte dalla propria condizione di vita - ognuno custodisce un tempo più ampio di 'ritiro' e, nell'anno, di 'esercizi spirituali'. Questi tempi permettono di interiorizzare più profondamente la parola di Dio, di rileggere con più verità la propria vita, di contemplare a lungo il suo volto, di porsi in ascolto più attento delle sue chiamate.



Con la grazia del carisma

I membri della «Fraternità spirituale» desiderano lasciarsi plasmare dalla grazia particolare del carisma, che ha nelle parole della Capitanio una preziosa e sapiente espressione. Essi custodiscono nel cuore gli atteggiamenti che Bartolomea e Vincenza riconoscevano importanti e le indicazioni più significative della loro esperienza spirituale, perché accompagnino ed educhino il personale e comune cammino di santità a cui il Signore chiama.



Preghiera della Fraternità Spirituale




Per eventuali richiesta di informazioni o di chiarificazioni scrivere a fraternita.spirituale@cascinamariet.it

Foto del 18 maggio 2012 a Lovere

Testimonianze 1
Testimonianze 2